Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 10/07/2020 @ 08:40:01, in solfiti veleni, linkato 41 volte)


Ciro e Marco (nomi di fantasia) sono dirigenti d’azienda, hanno stipendi elevati, praticano sport, sono abituali frequentatori di feste, frequentano, con le rispettive consorti Giulia e Silvia, ristoranti di livello medio alto, tutti sono mangiatori di pesce, specie crostacei, gamberoni e aragoste. Sono attenti alla loro salute, si sottopongono a periodici controlli sanitari, godono di perfetta salute. Attualmente sono occupati in un importante progetto per conto della loro azienda, sono quasi alla fine del lavoro ma per alcuni dettagli hanno opinioni divergenti, quindi decidono una pausa pranzo al solito posto, un ristorante vicino al luogo di lavoro, frequentato anche da altri colleghi.

Arrivati sul posto un breve scambio di saluti con alcuni di loro e di cortesia con altri avventori, dopo qualche minuto arriva il gestore che posando il menù sul tavolo spiega i piatti importanti del giorno Ciro e Marco scelgono crostacei e gamberoni ed in attesa il solito aperitivo, quando improvvidamente uno dei commensali alzò una mano e ridendo disse: “mozione: propongo a questa assemblea culinaria di parlare di tutto, eccetto del lavoro”. Una risata di tutti i presenti e contemporaneamente – approvata, poi calò il silenzio, perché incominciarono ad arrivare i primi piatti. Il pranzo dei due amici proseguì fino all’arrivo dei gamberoni, belli a vedersi con un forte gradevole odore causando un lieve brusio di approvazione dei commensali. Ma subito dopo alcuni minuti Ciro fece una smorfia e mettendosi una mano davanti la bocca si avviò veloce verso il bagno. Il malessere peggiorava a vista, Ciro stava molto male, vomito, diarrea, nausea difficoltà respiratorie, Marco capisce la gravità della situazione chiama il 118, un’ambulanza arriva in pochi minuti ed in breve è al pronto soccorso.

Per gravi difficoltà respiratorie viene subito visitato da due medici, uno dei quali chiede a Marco dettagli sul malore del paziente, ma nel frattempo il medico che non si era allontanato un attimo da Ciro aveva temporaneamente finito la visita e rivolgendosi a Marco: è stato uno shock anafilattico, che ha messo in serio pericolo la vita del paziente, abbiamo immediatamente fatto una intramuscolo di adrenalina vedremo se sarà necessaria un ulteriore dose. Comunque sta reagendo bene, la pressione arteriosa è tornata normale, così anche la respirazione, adesso il paziente deve stare in costante osservazione per alcune ore, poi sarà ricoverato ... Marco ringraziò aggiungendo; mi fermerò fin quando migliorerà, ulteriormente. Ciro fu trattenuto in ospedale per una settimana, poi la mattina dell’ottavo giorno ebbe la gradita visita del medico del reparto assieme al medico che lo curò per primo al Pronto Soccorso. Ciro li salutò cordialmente, quindi il primo medico prese la cartella clinica, diede un’occhiata ai dati che conosceva quasi completamente, quindi la passò al collega e rivolgendosi a Ciro; “analisi, ecografie e tac sono perfette,” la dimettiamo augurandole buona salute, questa è la scheda di dimissione, potrà chiedere via internet la Sua cartella clinica. Ciro ringraziò esternando la sua profonda gratitudine. Con un sorriso che esprimeva una grande soddisfazione il medico del P.S: aggiunse” e … eviti i solfiti.”  Ciro saluta i medici avviandosi verso l’uscita del nosocomio, fatti pochi passi, apre la scheda di dimissione e vede, “allergia alimentare.” Intanto la moglie, Marco e Silvia sorridendo gli vengono incontro, pochi convenevoli¸ si salutano si abbracciano e si avviano verso l’uscita dove era ad attenderli un’auto con un autista della società. Non profferirono parola fin quando salirono in auto.

Giulia ruppe l’imbarazzante silenzio; “come ti senti”?  Bene, rispose, ma devo capire cosa mi ha fatto male, ho il terrore che possa ripetersi. Scese il silenzio, Marco decise che il clima doveva in qualche modo cambiare e rivolgendosi all’amico: sappiamo che sei stato molto male, ma adesso stai bene, la storia, brutta storia è finita e … Ciro non lo fece finire, lo interruppe quasi con rabbia: “molto male dici? Stavo morendo, è finita”? No, non è finita affatto, dovrò stare attento a tutto…non terminò il pensiero e scrollando la testa aggiunse: “perdonami, perdonatemi tutti sono nervoso, stanco al che l’amico replicò, non ti scusare, stava per aggiungere qualcosa quando Giulia molto opportunamente tolse tutti dal disagio con voce leggermente allegra a casa potremo continuare a parlare con un buon caffè o qualcos’altro, gli argomenti saranno sicuramente…. voglio dire saremo meno tesi”. Subito il ghiaccio si sciolse con il sorriso di tutti. Doveva modificare il proprio comportamento, anche a costo di fingere, se voleva conservare l’amicizia di Silvia e Marco, questo pensò Ciro durante il breve tragitto fino a casa, ma dovrò farlo gradualmente, fra sé e sé, concluse. Appena giunti davanti alla graziosa villetta la padrona di casa aprendo il cancello, disse; vado a preparare qualcosa di dolce per tutti mentre Silvia seguendola, vengo ad aiutarti, con l’intento evidente di lasciare i due uomini per qualche minuto soli. Bene esclamò Ciro, comincio a stare meglio, anche se non sarà facile capire come combattere questa allergia, anzi malattia, dovrò anche occuparmi del lavoro e… non devi preoccuparti lo interruppe Marco, ma in quel preciso istante entrarono le due signore raggianti con due vassoi fumanti che emanavano gradevoli intensi. effluvi, I due amici sorrisero, forse entrambi pensarono la stessa cosa; le donne ci sanno fare a creare velocemente situazioni di relax per allontanare ogni tensione. Arrivò il momento di congedarsi; si abbracciarono e salutarono affettuosamente con l’impegno di rivedersi presto. Una volta soli Giulia disse: so che non vedi l’ora di vedere internet, io andrò a riposare, ti voglio bene. Anch’io rispose Ciro baciandola avviandosi verso lo studio. Sapeva che non avrebbe trovato facilmente informazioni molto interessanti  perché  era molto stanco, quindi non aveva molto tempo, poi quando si clicca su solfiti appaiono centinaia di siti che vendono vino oppure fanno apologia dei solfiti iniziando con qualche leggera critica per finire con una lista infinita di pregi e utilità dei solfiti (per loro), stava per chiudere, quando vide, “Solfiti veleno”, il titolo del post “dose minima” lesse d’un fiato l’articolo poi lo rilesse attentamente, trovò analogie ovviamente, ma ciò che lo fece sorridere fu il nome dell’autore e mormorare; forse stasera sono stato fortunato.

Conosceva l’Autore.

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Di Admin (del 01/11/2019 @ 19:00:40, in solfiti veleni, linkato 92 volte)


Dose minima

Chi scrive è una vittima consapevole dei solfiti, ma quante sono e saranno le vittime inconsapevoli dei solfiti? migliaia, decine di migliaia, milioni? Forse nessuno lo saprà mai. Mentre facevo queste riflessioni cercavo sul web “anidride solforosa”, la madre di tutti  i solfiti, qualche interessante opinione al riguardo, quasi subito mi apparve “anidride solforosa”, Dalla-Roversi il titolo di una bella canzone di Lucio Dalla e di un suo album. Smisi ogni ricerca e iniziai a ricordare quello che avevo vissuto quarantacinque anni fa. A quel tempo andavo spesso a pranzo presso la trattoria ”Nerone” al colle oppio, a Roma, cosi si chiamavano, “trattorie”, piccoli ristoranti, ottima cucina a costi contenuti che purtroppo oggi non esistono più. Il posto era frequentato da vip tra i quali ricordo Azeglio Ciampi, futuro presidente della Repubblica e appunto Lucio Dalla e altri. Forse Dalla soffriva  a causa dei solfiti? I pensieri scorrono veloci, mi riportano indietro nel tempo, anni 70, fu in quella trattoria che compresi il motivo della mia sofferenza, che ancora, seppure in misura minore persiste a distanza di molti anni, pur eliminando alimenti contenenti solfiti o anidride solforosa o anche solo istintivamente considerandoli  pericolosi. I miei problemi digestivi ed intestinali mi impedivano un pasto completo,  quindi il mio pranzo era alquanto leggero, consisteva in un primo o in un  secondo sempre con  un’insalata composta solo di lattuga e cetriolo. Dolori di stomaco ed intestinali iniziavano subito durante il pasto, seguiti da una digestione lunga e dolorosa. Mi convinsi che qualcosa non andava con il cibo della “trattoria” perché quando pranzavo a casa, dolori e disturbi digestivi erano meno intensi. Poi, avendo nel frattempo fatto analisi e ricerche dalle quali il mio organismo risultava sostanzialmente sano, quindi ero leggermente più ottimista riguardo la possibilità di avere risposte positive, per comprendere cosa e perché provocava una cosi grave situazione di malessere. Decisi di controllare ogni alimento inclusi i condimenti, fortunatamente scelsi di eliminare dalla verdura mista le cipolline impregnate di aceto, per due motivi, a casa non usavo aceto ma il limone anche per la sua forte acidità. Mi convinsi che i “sottaceti” erano la causa della dispepsia e  degli altri problemi. Il giorno seguente prima di ordinare il pranzo dissi all’oste di non mettere le cipolline nell’insalata e ordinai un primo, dopo pochi secondi che avevo iniziato a mangiare iniziarono i dolori che erano evidentemente cosi forti che l’oste Eugenio ormai diventato un amico si avvicinò dicendo: eppure le cipolline te le ho tolte dall’insalata. Sinceramente dopo tanti anni non posso dire di aver capito subito che quei maledetti sottaceto contaminavano ogni alimento con cui venivano in contatto sia nel piatto che nello stomaco. Dissi all’oste di mostrarmi il contenitore  dei sottaceti per vedere gli ingredienti, lo seguii nel retro dove in una grande credenza erano riposti vari alimenti. Mi mostrò un contenitore di vetro e per la prima volta vidi la parola ”anidride solforosa”. Nessun tipo di responsabilità da parte del gestore della trattoria, implicazioni gravi esistono in ambito istituzionale, politico, industriale per aver imposto e legalizzato una sostanza tossica per la conservazione degli alimenti. Preoccupato per la mia salute e ansioso di comprendere il processo di intossicazione di cui ero oggetto, iniziai una forsennata ricerca di informazioni sull’anidride, consultando testi scientifici  di medicina, chimica e alimentazione, finché ebbi la visione di una tragica situazione, conseguente ad una decisione scellerata di utilizzare una sostanza tossica (gr tossikò-veleno) come additivo conservante per alimenti per cui l’assioma, ”dose minima innocua” forse derivata dalla teoria del medico stregone alchimista svizzero Paracelso il quale nel millecinquecento asserì “in piccole dosi niente è veleno”. Istituzioni UE ed Italiane “competenti” in materia di nutrizione umana hanno scelto e messo in pratica tale teoria approvando l’utilizzo dell’anidride solforosa e dei suoi derivati “i solfiti” come additivi conservanti per la quasi totalità degli alimenti, ed in alcuni casi perfino su  prodotti  freschi, come ad esempio molluschi , crostacei e pesce. Gli additivi alimentari sono sostanze aggiunte agli alimenti, aventi funzioni diverse, tra le quali  migliorare e conservare l’aspetto, colorare, dolcificare, sono anche esaltatori di sapidità, correttori di acidità, antimicotici, antibatterici. Gli additivi saranno trattati in un successivo momento indicando quelli innocui, quelli incerti, e quelli da evitare. Tra tutti gli additivi i solfiti sono quelli più pericolosi per la salute umana per questa ragione saranno l’argomento principale del sito.

Infine ritengo utile una breve nota esplicativa; l’anidride solforosa è un gas, può essere trasformata sia in polveri che liquida mantenendo lo stesso nome, in polveri assume il nome di solfiti, al plurale in quanto i solfiti sono otto. Nella sostanza riguardo possibili effetti negativi sull’organismo anidride solforosa e solfiti sono la stessa cosa.

Benedetto Moscatelli

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