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Di Admin (del 01/11/2019 @ 19:00:40, in solfiti veleni, linkato 20 volte)


Dose minima

Chi scrive è una vittima consapevole dei solfiti, ma quante sono e saranno le vittime inconsapevoli dei solfiti? migliaia, decine di migliaia, milioni? Forse nessuno lo saprà mai. Mentre facevo queste riflessioni cercavo sul web “anidride solforosa”, la madre di tutti  i solfiti, qualche interessante opinione al riguardo, quasi subito mi apparve “anidride solforosa”, Dalla-Roversi il titolo di una bella canzone di Lucio Dalla e di un suo album. Smisi ogni ricerca e iniziai a ricordare quello che avevo vissuto quarantacinque anni fa. A quel tempo andavo spesso a pranzo presso la trattoria ”Nerone” al colle oppio, a Roma, cosi si chiamavano, “trattorie”, piccoli ristoranti, ottima cucina a costi contenuti che purtroppo oggi non esistono più. Il posto era frequentato da vip tra i quali ricordo Azeglio Ciampi, futuro presidente della Repubblica e appunto Lucio Dalla e altri. Forse Dalla soffriva  a causa dei solfiti? I pensieri scorrono veloci, mi riportano indietro nel tempo, anni 70, fu in quella trattoria che compresi il motivo della mia sofferenza, che ancora, seppure in misura minore persiste a distanza di molti anni, pur eliminando alimenti contenenti solfiti o anidride solforosa o anche solo istintivamente considerandoli  pericolosi. I miei problemi digestivi ed intestinali mi impedivano un pasto completo,  quindi il mio pranzo era alquanto leggero, consisteva in un primo o in un  secondo sempre con  un’insalata composta solo di lattuga e cetriolo. Dolori di stomaco ed intestinali iniziavano subito durante il pasto, seguiti da una digestione lunga e dolorosa. Mi convinsi che qualcosa non andava con il cibo della “trattoria” perché quando pranzavo a casa, dolori e disturbi digestivi erano meno intensi. Poi, avendo nel frattempo fatto analisi e ricerche dalle quali il mio organismo risultava sostanzialmente sano, quindi ero leggermente più ottimista riguardo la possibilità di avere risposte positive, per comprendere cosa e perché provocava una cosi grave situazione di malessere. Decisi di controllare ogni alimento inclusi i condimenti, fortunatamente scelsi di eliminare dalla verdura mista le cipolline impregnate di aceto, per due motivi, a casa non usavo aceto ma il limone anche per la sua forte acidità. Mi convinsi che i “sottaceti” erano la causa della dispepsia e  degli altri problemi. Il giorno seguente prima di ordinare il pranzo dissi all’oste di non mettere le cipolline nell’insalata e ordinai un primo, dopo pochi secondi che avevo iniziato a mangiare iniziarono i dolori che erano evidentemente cosi forti che l’oste Eugenio ormai diventato un amico si avvicinò dicendo: eppure le cipolline te le ho tolte dall’insalata. Sinceramente dopo tanti anni non posso dire di aver capito subito che quei maledetti sottaceto contaminavano ogni alimento con cui venivano in contatto sia nel piatto che nello stomaco. Dissi all’oste di mostrarmi il contenitore  dei sottaceti per vedere gli ingredienti, lo seguii nel retro dove in una grande credenza erano riposti vari alimenti. Mi mostrò un contenitore di vetro e per la prima volta vidi la parola ”anidride solforosa”. Nessun tipo di responsabilità da parte del gestore della trattoria, implicazioni gravi esistono in ambito istituzionale, politico, industriale per aver imposto e legalizzato una sostanza tossica per la conservazione degli alimenti. Preoccupato per la mia salute e ansioso di comprendere il processo di intossicazione di cui ero oggetto, iniziai una forsennata ricerca di informazioni sull’anidride, consultando testi scientifici  di medicina, chimica e alimentazione, finché ebbi la visione di una tragica situazione, conseguente ad una decisione scellerata di utilizzare una sostanza tossica (gr tossikò-veleno) come additivo conservante per alimenti per cui l’assioma, ”dose minima innocua” forse derivata dalla teoria del medico stregone alchimista svizzero Paracelso il quale nel millecinquecento asserì “in piccole dosi niente è veleno”. Istituzioni UE ed Italiane “competenti” in materia di nutrizione umana hanno scelto e messo in pratica tale teoria approvando l’utilizzo dell’anidride solforosa e dei suoi derivati “i solfiti” come additivi conservanti per la quasi totalità degli alimenti, ed in alcuni casi perfino su  prodotti  freschi, come ad esempio molluschi , crostacei e pesce. Gli additivi alimentari sono sostanze aggiunte agli alimenti, aventi funzioni diverse, tra le quali  migliorare e conservare l’aspetto, colorare, dolcificare, sono anche esaltatori di sapidità, correttori di acidità, antimicotici, antibatterici. Gli additivi saranno trattati in un successivo momento indicando quelli innocui, quelli incerti, e quelli da evitare. Tra tutti gli additivi i solfiti sono quelli più pericolosi per la salute umana per questa ragione saranno l’argomento principale del sito.

Infine ritengo utile una breve nota esplicativa; l’anidride solforosa è un gas, può essere trasformata sia in polveri che liquida mantenendo lo stesso nome, in polveri assume il nome di solfiti, al plurale in quanto i solfiti sono otto. Nella sostanza riguardo possibili effetti negativi sull’organismo anidride solforosa e solfiti sono la stessa cosa.

Benedetto Moscatelli

 
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